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lunedì 20 maggio 2013

AVVISO AI NAVIGANTI. AL COMITATO DEL VALENTINI LA PAROLA “BALLOTTAGGIO” NON PUO’ ESSERE PRONUNCIATA PER PAURA DI NUOVE FUGHE ALLE PORTE…


Ormai siamo entrati nell’ultima settimana della campagna elettorale per il rinnovo del Comune di Siena, commissariato un anno fa dopo le dimissioni del Ceccuzzi, oggi grande sostenitore del Valentini.
Rumors sempre più insistenti parlano di un nervosismo in crescita costante nel quartier generale di ‘quello di Monteriggioni’. Mugugni che si sono intensificati soprattutto all’indomani dell’iniziativa elettorale di qualche giorno fa a piazza Salimbeni, organizzata dal Valentini e da tutta la sua coalizione, che ha visto la partecipazione di un numero davvero esiguo di persone.
Per la verità la poca affluenza al seguito di ‘quello di Monteriggioni’ non ha stupito più di tanto. Basta vedere da quante persone è composto il ‘codazzo’ che solitamente lo accompagna: un numero che sta nelle dita di una mano. Il motivo pare ricondursi a tutta una serie di malumori interni che ogni giorno di più sembrerebbero venire a galla.
Sempre stando a quanto dicono persone a lui assai vicine, uno dei fattori che sta facendo sorgere non poche perplessità (anche in qualcuno dei suoi più stretti collaboratori) riguarda l’aspetto caratteriale del Valentini. Quel suo continuo “io, io, io” sta cominciando a disturbare non poco. E, soprattutto, non offre molte garanzie in termini di dialogo e condivisione.
Tale è lo stato di malessere e di delusione per la scelta di un candidato che inizialmente era stato ritenuto in un modo e poi, sotto la pressione della campagna elettorale, si è rivelato essere in un altro, che anche alcuni sostenitori della prima ora stanno cominciando pian piano (e sotterraneamente, come è ovvio) a prenderne le distanze). Ad arginare l’emorragia di consenso ci provano oramai giusto i ‘maghi’ della sua comunicazione che - da fonti vicine - pare ultimamente si stiano ‘sgolando’ a dire a destra e a manca che la parola ballottaggio in questi ultimi giorni non deve essere assolutamente pronunciata.   
E non perché la cosa non rappresenti un’ipotesi concreta. Anzi, tutt’altro. Chi è solito maneggiare i numeri elettorali dà il ballottaggio come una certezza. Motivo per cui nello stato maggiore del comitato di ‘quello di Monteriggioni’ sta montando la paura di perdere altri pezzi per strada dopo quelli che si erano già staccati a suo tempo.
“Non è il candidato che ci aspettavamo” dicono anche alcuni dei suoi uomini. E dal tasso di nervosismo che serpeggia dalle sue parti, pare proprio che a pronunciare questa frase comincino ad essere in molti più di quanto si pensi…

venerdì 17 maggio 2013

GAVIGOSSIP

STATUTO FONDAZIONE MPS: LAURA VIGNI E VALENTINI INSIEME? AH, SAPERLO... CON GRANDE STUPORE LEGGIAMO CHE TRA I VOTI FAVOREVOLI ALLA MODIFICA DELLO STATUTO DELLA FONDAZIONE MPS FATTA ALL’ULTIMO TUFFO E A POCO PIU’ DI DUE MESI DALLA SCADENZA DEL SUO CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE (MODIFICA CHE, TRA L’ALTRO, INTRODUCE L’ESCLUSIONE DELL’OBBLIGO DI MANTENERE A SIENA LA SEDE DELLA BANCA MPS, UNA VARIAZIONE NON DI POCO CONTO PER L’ECONOMIA SENESE) COMPARE ANCHE QUELLO DI ANTONELLA BUSCALFERRI, CONSIGLIERE DI AMMINISTRAZIONE VICINA A LAURA VIGNI. CHE SIANO PER CASO PROVE TECNICHE DI ACCORDO CON ‘QUELLO DI MONTERIGGIONI’? AH, SAPERLO… CHISSA’ COSA NE PENSANO DI QUESTA EVENTUALE E STRAVAGANTE LINEA POLITICA I MILITANTI DELLE LISTE DELLA VIGNI CHE FINO AD OGGI L’HANNO SOSTENUTA CREDENDO CHE LA LORO MISSIONE FOSSE QUELLA DI CONTRASTARE UOMINI, METODI E PARTITO CHE HANNO CONDOTTO SIENA IN QUESTO BARATRO FINANZIARIO. AH, SAPERLO… I SUPPORTERS DELLA VIGNI NON DIMENTICHINO CHE GIUSTO QUALCHE SETTIMANA FA ‘QUELLO DI MONTERIGGIONI’ SI E’ FATTO SCRIVERE UNA LETTERA IN SUO SOSTEGNO DA FRANCO CECCUZZI. A DIECI GIORNI DAL VOTO SAREBBE QUESTO IL CAMBIAMENTO CHE VUOLE LA VIGNI? AH, SAPERLO…

GIOVANNI MINNUCCI. RUMORS DA VIA VITTORIO VENETO (SEDE DEL COMITATO DEL VALENTINI) DIREBBERO CHE L’EX PRORETTORE DELL’ATENEO SENESE - E OGGI CAPO DEL COMITATO ELETTORALE DI ‘QUELLO DI MONTERIGGIONI’ -NON ABBIA AFFATTO GRADITO CHE IL SUO NOME SIA STATO DATO ‘IN PASTO’ ALLA STAMPA COME PAPABILE SOSTITUTO DI GABRIELLO MANCINI. SEMPRE I SOLITI RUMORS DICONO CHE MINNUCCI, MAI STATO TROPPO INCLINE ALLA RIBALTA MEDIATICA, STIA ADDIRITTURA MEDITANDO DI ABBANDONARE L’INCARICO DI CAPO DEL COMITATO ELETTORALE…


giovedì 16 maggio 2013

DOPO LA NOMINA A PRESIDENTE DEL COMITATO ELETTORALE DEL VALENTINI, GIOVANNI MINNUCCI NUOVO PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE? AH, SAPERLO…

Sul Corriere di Siena di oggi viene riportata l’indiscrezione secondo cui Giovanni Minnucci ex prorettore dell’Ateneo senese e oggi presidente del comitato elettorale del Valentini sarebbe il nome che sta cominciano con insistenza a circolare in alcune stanze (che siano quelle del Pd? Ah, saperlo…) come nuovo presidente della Fondazione Mps al posto di Gabriello Mancini. Per la verità, e per completezza di informazione, l’articolo testualmente dice che “Il fronte degli ex esponenti della Margherita è già in manovra in vista del rinnovo del presidente della Fondazione Mps: il candidato prescelto era Divo Gronchi, che però ha declinato l'invito. L'altro nome su cui si punta adesso è quello di Giovanni Minnucci, ex prorettore dell'Università di Siena e presidente del comitato per Valentini”.

Ci preme precisare che non è affatto nostra intenzione esprimere alcun giudizio sul profilo della persona del Minnucci. Certo, però, a volte il senso di opportunità dovrebbe consigliare di avere qualche accortezza in più. Forse anche i solerti comunicatori del Valentini comprenderanno che far circolare il nome del Minnucci come possibile nuovo presidente della Fondazione all’indomani della sua nomina a presidente del comitato elettorale del Valentini non è che dia propriamente un bel messaggio. Messa così per come è uscita sembra, infatti, che una volta assunto il ruolo di supporter di ‘quello di Monteriggioni’ potrebbe già esserci in caldo una nomina e, nel qual caso, che nomina.

Non certo un bel segnale di rinnovamento per la città. Pensavamo che a Siena certi dannosi metodi da ‘corte del Principe di turno’ dovessero essere archiviati una volta per tutte, dati i catastrofici risultati che hanno prodotto e che sono andati a pesare nelle tasche di tutti. Ma in fin dei conti, il politico Valentini, come fa a prendere le distanze dalla storia e dai metodi di agire del suo partito? Ah, saperlo…


mercoledì 15 maggio 2013

QUATTRO PASSI PER INTERNET. IL GAVINONE SEGNALA


Navigando in rete si trovano sempre notizie interessanti da leggere. Non esprimiamo nessun commento né alcun giudizio. Ve ne segnaliamo solo la lettura:
IL BLITZ DI MANCINI: FONDAZIONE MPS CAMBIA GOVERNANCE, E LA POLITICA PERDE LA BANCA: AVRÀ “SOLO” METÀ DEI POSTI IN CDA
14 MEMBRI, DI CUI 4 AL COMUNE, DUE ALLA PROVINCIA, UNO ALLA REGIONE - GLI ALTRI TRA CURIA, ATENEI, CAMERA DI COMMERCIO E ISTITUZIONI NAZIONALI E INTERNAZIONALI - RABBIA DEI MEMBRI: MANCINI DOVEVA ASPETTARE LE ELEZIONI - MA DAVANTI AL DISASTRO DELLA FONDAZIONE (E QUINDI ANCHE SUO) NON PUÒ FARE ALTRIMENTI…

lunedì 13 maggio 2013

IL PD E LE VENTATE DI “ NOVITA’ “. LA GUIDA DEL PARTITO PASSA AD UN NOME ‘NUOVO’: GUGLIELMO EPIFANI


Il rinnovamento tutto marketing e niente sostanza sembra essere diventato uno dei tratti caratteristici del Pd. Dopo il disastro politico ed elettorale portato a casa dall’ex segretario Bersani (ha attaccato per tutta la campagna elettorale Berlusconi e poi è finito per farci un governo insieme), il Pd nazionale ha pensato bene di far entrare nelle burocratiche stanze dell’apparato una “ventata di freschezza” mettendo a capo del partito un nome “nuovo”: l’ex segretario della CGIL Guglielmo Epifani… Un vero cambio di passo, non c’è che dire... Per la verità l’assemblea nazionale che sabato ha incoronato il nuovo segretario (perché figuriamoci se questo si limiterà sa fare solo il reggente fino al congresso di ottobre; lì ce l’hanno messo e lì resta) è stata anch’essa un mezzo flop. Epifani eletto con 458 voti su ben 953 aventi diritto al voto e, come non bastasse, di questi si sono presentati in meno di 600. Un altro duro colpo per la base elettorale moderata proveniente dall’ex Margherita. Se già non era stato facile far digerire alla guida del partito la figura dell’ex comunista Bersani, con Epifani la questione è destinata a complicarsi. Peraltro nel Pd non possono più contare neppure sull’effetto Renzi, un altro personaggio morto di tattica, a cui non rimane altro che archiviare i suoi sogni di gloria (segreteria del partito e candidatura alla Presidenza del Consiglio) e provare ancora una volta a correre per la poltrona di sindaco di Firenze. Ammesso stavolta i fiorentini lo eleggano, dato che rumors provenienti da Firenze dicono che la popolarità nel capoluogo toscano nei confronti dell’ex rottamatore sia parecchio, ma parecchio diminuita.
Perché parlare del Pd Nazionale all’indomani delle elezioni comunali a Siena? Per far capire a tutti che il Pd ormai è sull’orlo del precipizio, sia a Roma che – come logica conseguenza – anche a Siena. Un voto espresso al Pd rischia nel breve giro di tempo di trasformarsi in un voto per qualcos’altro. Capiamo che allo stato attuale può essere un messaggio difficile da cogliere, ma sforzatevi di guardare un po’ più in là e vedrete che è così. In fin dei conti – come tutti sanno - il matrimonio tra ex Ds ed ex Margherita non è mai andato a buon fine né, tantomeno, digerito dalle rispettive basi elettorali.
Rumors dagli ambienti vicini al Valentini già parlano, infatti, di scissioni in vista anche a livello cittadino e, in effetti, se vedete la frattura tutta interna al Pd (da una parte la lista ufficiale del Pd e dall’altra quella del Valentini che ha ospitato qualche candidato che, pur avendo ricoperto ruoli di partito di primo piano, il Pd non avrebbe mai candidato. Una strana coesistenza che più che una strategia sembra il gioco delle tre carte) capite bene che l’unica cosa che regna da quelle parti è il caos.
Senesi, non disperdete il vostro voto. Stavolta lasciate che i troppo furbi saltino un giro. Siamo certi che questa comunità senza il ‘Sistema Siena’ o ‘Groviglio Armonioso’ che dir si voglia può tranquillamente andare avanti lo stesso. Se a qualche politico di professione per una volta gli toccherà ‘assaggiare’ il lavoro come accade a tutti i comuni mortali, potrebbe non essere male, o no? Ah, saperlo…

domenica 12 maggio 2013

ELEZIONI COMUNALI DEL 26 E 27 MAGGIO. UNA COSA E’ CERTA: VADA CHI VADA, SARA’ BALLOTTAGGIO

Al comitato elettorale del Valentini sono ormai rassegnati ad un evento: il ballottaggio.
Rumors provenienti dall’interno del suo cerchio magico dicono che di un tale scenario ne abbiano già preso atto tutti quanti e che, soprattutto, ormai ci sia ben poco da fare. In fin dei conti basta fare due rapidi calcoli per rendersi facilmente conto che dalla vecchia coalizione del Pd si sono staccati troppi pezzi perché il risultato rimanga quello della volta scorsa. Quindi la partita è tutta da giocare.
A poco stanno valendo i movimenti degli ultimi giorni che i valentiniani provano a fare. Soprattutto in termini di inquinamento delle acque (dicendo a destra e a manca di aver già stretto accordi di ferro con persone e coalizioni che, per la verità, nulla sanno di questi fantomatici accordi), sia cercando di tamponare in qualche modo la fuoriuscita di voti. L’ultimo disperato tentativo teso a dare un’immagine di novità (ad una coalizione, quella del Valentini, che di nuovo ha veramente ben poco, sia per la sua storia di uomo da sempre di partito, sia per certi supporters che stanno alle sue spalle e che certamente non danno garanzie di far voltar pagina ad una città che è stata letteralmente saccheggiata) è stato l’ingresso dell’ex pro rettore Giovanni Minnucci nella qualità di presidente del comitato elettorale, persona senza dubbio professionale, ma che sa tanto di foglia di fico per non far ricordare troppo ai senesi chi sono i veri azionisti di maggioranza del Valentini e che costituiscono una zavorra difficilmente spendibile. Forse, per trasparenza, non sarebbe male se il Valentini facesse outing e chiarisse a tutti chi ha dietro.
Come dicevamo il ballottaggio ormai è alle porte e per Siena non si tratta certo di un fattore da sottovalutare. Anzi, è il segno evidente che la gente è ormai consapevole che verti vecchi arnesi della politica cittadina hanno fatto il suo tempo e che possono essere consegnati alla storia.
Quindi, cittadini senesi, unite le forze, e se volete tagliare i ponti con un ben identificabile passato che ha distrutto tutte le eccellenze presenti sul territorio, sapete come fare, basta un piccolo ma importantissimo gesto. Il 26 e il 27 maggio mentre esprimete il vostro voto ricordatevi bene quale è stato il partito che in tutti questi anni ha governato Siena e pensate al disastro economico creato da personaggi messi nei posti perché calati dall’alto e non per le necessarie capacità (ma in fin dei conti dal momento in cui la selezione della classe dirigente è stata fatta in base alla fedeltà e ad una certa tessera di partito in tasca invece che in base alle capacità, i risultati non potevano essere diversi da quelli che sono stati) e se volete che le prossime generazioni abbiano di nuovo la possibilità di trovare lavoro a Siena (cosa attualmente piuttosto difficile dato che è stato ‘seccato’ tutto) non votate il Pd.
Non lasciatevi ingannare dai proclami e dal marketing politico che stanno facendo i comunicatori del Valentini: informatevi per bene, la musica e i suonatori sono sempre gli stessi.


giovedì 9 maggio 2013

MA ‘QUELLO DI MONTERIGGIONI’ E’ PER CASO IN ASPETTATIVA DAL MONTE DEI PASCHI? AH, SAPERLO…


Ogni volta che ci capita di leggere un comunicato del Valentini viene da chiedersi dove sia stato fino ad ora. Così comeviene anche da chiedersi dove abbiano vissuto fino ad oggi i suoi comunicatori. Sentire il Valentini prendersela con i vertici della Fondazione fa quantomeno sorridere. E, soprattutto, farebbe venir voglia di suggerire alla giornalista (che si chiami per caso Sonia? Ah, saperlo…) che per lui realizza alcuni comunicati stampa di andare a scorrersi le cronache cittadine degli ultimi anni. Si accorgerebbe, con sorpresa, che alcuni di quegli stessi vertici della Fondazione attaccati da ‘quello di Monteriggioni’ potrebbero essere a lui molto, ma molto vicini (Paolo Mazzini, qualcuno dell’associazione Confronti? Ah, saperlo...).
Quindi delle due l’una, o il Valentini dichiara pubblicamente che non intende avere il loro supporto oppure deve rivedere – e parecchio – le dichiarazioni che fa. Dichiarazioni che, peraltro, continuano disperatamente a volerne dare l’immagine del “nuovista” più assoluto. Un tentativo parecchio vano, per la verità, perché è difficile che i senesi non si ricordino di tutto il suo percorso, non propriamente definibile come estraneo alla politica e al partito.
Non dimentichiamoci, infatti, che il Valentini da anni ed anni svolge, in pratica e a tempo pieno, solo ed esclusivamente i ruoli di amministratore pubblico e di partito (uomo di partito a tal punto, infatti, da essersi fatto scrivere una lettera in suo sostegno dal Ceccuzzi - ritiratosi perché raggiunto da un avviso di garanzia - con cui ha litigato giusto il tempo della campagna elettorale delle primarie per poi - una volta terminata – ricominciare ad andarci totalmente d’accordo). Circostanza che porta necessariamente a porsi una domanda: ma il Valentini è in aspettativa dal Monte dei Paschi oppure no? Ora più che mai verrebbe da chiederselo dato che fino a che ha ricoperto la carica di primo cittadino di Monteriggioni poteva beneficiare dei permessi derivantigli dalla carica pubblica (carica che ricordiamo non avere più grazie all’escamotage che ha trovato e che gli ha permesso di farsi nominare Presidente del Consiglio di Amministrazione di una società partecipata al 100% proprio dal Comune di Monteriggioni da lui stesso amministrato. Davvero una ventata di novità nei modi di fare, non c’è che dire). Ma ora che quella carica pubblica non ce l’ha più, durante il giorno, come fa a svolgere la sua campagna elettorale? E’ per caso rientrato in ufficio al Monte a tempo pieno? Ah, saperlo…